In tante piccole realtà italiane – il negozio sotto casa, il piccolo e-commerce appena lanciato, il freelance, il produttore di contenuti digitali – si lavora con passione e dedizione, giorno dopo giorno.
Ma spesso, tra una consegna e l’altra, ci si domanda: sto davvero crescendo o sto semplicemente mantenendo il ritmo?
Questa domanda, semplice quanto essenziale, è il cuore del controllo di gestione: un metodo per tenere sotto controllo l’andamento economico della tua attività, senza formule complesse né software sofisticati.
Sappiamo tutti che fatturare è importante, ma l’emissione della fattura, da sola, non ci dice molto sulla salute della nostra attività.
Il fatturato è solo uno dei tanti numeri da considerare, e se non prestiamo attenzione agli altri, rischiamo di rimanere fermi mentre il mercato corre o, peggio, di trovarci improvvisamente fuori mercato.
Ecco perché anche la più piccola delle attività può trarre beneficio da un semplice sistema di controllo di gestione.
NON PREOCCUPATEVI!
Non stiamo parlando di complessi fogli di calcolo o costosi software aziendali, ma di semplici strumenti digitali, probabilmente già a vostra disposizione, che possono aiutarvi a guardare la vostra attività con occhi più consapevoli.
COS’È DAVVERO IL CONTROLLO DI GESTIONE (IN PAROLE SEMPLICI)
Pensate al controllo di gestione come a una bussola amichevole che vi aiuta a orientarvi nel viaggio imprenditoriale.
È un modo per tenere traccia di:
- Quanto state incassando realmente (non solo fatturando)
- Dove stanno andando i vostri soldi
- Quali attività vi fanno guadagnare di più
- Se state migliorando nel tempo
Non è qualcosa riservato alle grandi aziende: è un alleato prezioso per ogni attività, anche la più piccola.
E con gli strumenti digitali di oggi, diventa un compagno di viaggio piacevole, non un’incombenza: non dovete tenere tutto sotto controllo!
I numeri che vale la pena guardare (con serenità)
Dimentichiamoci di bilanci complicati e indici finanziari. Per una piccola attività, è sufficiente tenere d’occhio:
- Entrate effettive (non solo il fatturato, ma quanto effettivamente incassate)
- Costi fissi (quelli che dovete sostenere indipendentemente da quanto lavorate, pensate alla contribuzione INPS!)
- Costi variabili (quelli che aumentano quando lavorate di più)
- Margine reale (quanto vi rimane dopo aver pagato tutto)
- Tendenze (state migliorando o peggiorando rispetto ai mesi precedenti?)
Guardare questi numeri non significa ossessionarsi, ma semplicemente avere consapevolezza di dove sta andando la vostra attività.
Per un piccolo e-commerce:
- Quanto vi costa realmente acquisire un nuovo cliente?
- Quali prodotti generano più assistenza post-vendita, erodendo i vostri margini?
Per un freelance:
- Quali tipi di progetti vi permettono di guadagnare di più per ora effettiva di lavoro?
- Quanto tempo “non fatturabile” dedicate a ciascun cliente?
Per un produttore di contenuti:
- Quali piattaforme vi permettono di monetizzare meglio il vostro tempo?
- Quali contenuti continuano a generare guadagni nel tempo?

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI
Fortunatamente, oggi abbiamo a disposizione strumenti digitali semplici e gratuiti che rendono il controllo di gestione accessibile a tutti.
Molti di questi nascono per la produttività personale: sono pensati per organizzare impegni, appunti, progetti individuali. Del resto, anche Excel è nato come foglio elettronico per uso personale, e nel tempo è diventato uno standard aziendale.
Lo stesso vale per tante altre app che usiamo ogni giorno e che, con pochi accorgimenti, possono essere adattate all’ambito professionale.
Ecco alcuni esempi concreti:
- Excel o Google Sheets: ideali per creare tabelle intuitive, fare semplici calcoli e tenere traccia dei dati economici;
- OneNote o Evernote: perfette per annotare spese, raccogliere scontrini digitali, scrivere promemoria;
- Notion, Trello, ClickUp (anche in versione gratuita): ottime per creare dashboard visive, elenchi di attività o piani mensili;
- App per la gestione delle spese (es. Wallet, Money Manager): utili per tracciare le uscite quotidiane;
- Statistiche integrate nei siti e-commerce o nei social: una miniera di dati già pronti da leggere.
La cosa interessante è che molti di questi strumenti li usate già, magari per gestire la vostra agenda o per prendere appunti. E allora perché non usarli anche per controllare meglio la vostra attività?
Condividerli con un collaboratore, un cliente, un fornitore, o con il commercialista di fiducia può diventare il primo passo verso una gestione più trasparente, ordinata e consapevole.
Non serve cambiare tutto: basta rivedere l’uso di ciò che già conoscete, con un’ottica più imprenditoriale.
Il vostro commercialista: un alleato, non un giudice
Il vostro commercialista può essere un prezioso consigliere in questo percorso:
- Non abbiate timore di chiedergli suggerimenti su cosa monitorare
- Condividete con lui i vostri dubbi e le vostre scoperte
- Chiedetegli di spiegarvi in modo semplice quali aspetti potrebbero essere migliorati
Ricordate: è lì per aiutarvi a crescere, non per giudicare i vostri numeri.