Se hai acquistato criptovalute, magari solo per curiosità o per provare un’app, sappi che potresti doverle dichiarare al fisco anche se non hai guadagnato nulla.
Molti pensano che la tassazione sulle cripto riguardi solo chi fa trading o ottiene profitti, ma in realtà c’è anche un altro obbligo di cui pochi sono consapevoli: il monitoraggio fiscale. Questo significa che devi dichiarare il possesso di criptovalute anche se:
- non hai mai venduto nulla;
- hai venduto in perdita;
- hai semplicemente lasciato i tuoi fondi su un exchange o in un wallet privato.
COSA SONO LE CRIPTO-ATTIVITÀ SECONDO IL FISCO?
Le criptovalute non sono più considerate strumenti privi di regolamentazione.
La legge di bilancio 2023 ha introdotto una nuova categoria di redditi diversi, inserendo la definizione di cripto-attività all’interno della normativa fiscale italiana.
Secondo il fisco, le cripto-attività sono:
“Una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga.”
Non si parla quindi solo di bitcoin ed ethereum, ma di qualsiasi forma di valore digitale trasferibile.
QUALI TIPI DI CRIPTO-ATTIVITÀ RICONOSCE IL FISCO?
Il fisco italiano distingue quattro diverse categorie di cripto-attività:
- Token di pagamento: utilizzati per pagare beni e servizi (Bitcoin, Ethereum, ecc.)
- Utility token: che danno accesso a servizi o prodotti specifici
- Security token: strumenti digitali collegati a investimenti finanziari
- Non Fungible Token (NFT): certificati digitali di proprietà di un oggetto fisico o virtuale
DICHIARARE LE CRIPTOVALUTE: QUANDO È OBBLIGATORIO?
Se possiedi cripto, devi sapere che nella dichiarazione dei redditi ci sono due sezioni importanti da compilare.
IL QUADRO RW: IL MONITORAGGIO FISCALE
Anche se non hai mai guadagnato nulla, potresti comunque dover compilare il quadro RW, che serve a dichiarare il possesso di cripto-attività.
Devi inserirle nel quadro RW se:
- hai criptovalute su un exchange o in un wallet privato;
- hai fatto acquisti in cripto e le detieni ancora;
- possiedi NFT o altri asset digitali.
Attenzione: il quadro RW non serve per calcolare le tasse sulle plusvalenze, ma è un obbligo di comunicazione associato al versamento di un’imposta del 2 per mille.
Se non lo compili, però, le multe (sanzioni) possono essere molto salate.
IL QUADRO RT: QUANDO SI PAGANO LE TASSE SULLE CRIPTOVALUTE
Se hai venduto criptovalute e hai realizzato un guadagno, devi dichiararlo nel quadro RT e pagare, oggi, il 26% di tasse sulla plusvalenza.
Se invece hai venduto in perdita, puoi dichiararlo per compensare futuri guadagni, riducendo così la tassazione negli anni successivi.
COSA SUCCEDE SE NON DICHIARO LE MIE CRIPTOVALUTE?
Molti pensano che, siccome le cripto non passano attraverso le banche tradizionali, il fisco non possa tracciarle.
Sbagliato!
Gli exchange collaborano con le autorità fiscali e le operazioni vengono registrate. Se non dichiari le tue criptovalute:
- rischi multe anche se non hai guadagnato nulla;
- potresti essere soggetto a controlli fiscali retroattivi;
- perderesti il diritto di compensare le perdite future.
IL TUO COMMERCIALISTA PUÒ AIUTARTI A EVITARE PROBLEMI
Se hai Coin, NFT o altre cripto attività e non sai se devi dichiararle parla con un commercialista.

Essere in regola oggi è meglio che ricevere brutte sorprese domani!